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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Mobspace (del 26/11/2007 @ 17:44:14, in 0.Cierre Edizioni, linkato 1067 volte)
Il prossimo 12 Dicembre a Roma, a partire dalle 17.30, presso la Sede della Banca Marche (Via Romagna 17), sarà presentato il libro "Comunicazione Mobile: nuove frontiere, tra consumo, collaborazione e controllo di contenuti digitali" (Ed.Cierre, 2007).

L'evento, la cui organizzazione è stata coordinata dalla Dott.ssa Pina Gentili, Direttrice del Centro Studi Marche-Roma (CESMA) sarà presentato da Rosanna Vaudetti e vedrà la partecipazione dell'Ing.Mauro Antonetti, Energy Manager di Telecom Italia, del Prof.Fulvio Bongiorno dell'Università Roma Tre e dell'autore Giuseppe Lugano.

Al termine, ci sarà un rinfresco, gentilmente offerto dalla Banca Marche.
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Di Mobspace (del 06/11/2007 @ 08:59:56, in 3.Personal Medium, linkato 1141 volte)
Negli Stati Uniti da qualche tempo é in vendita il Phone Jammer, un dispositivo che riesce a coprire le onde radio nel giro di 25 metri, impedendo quindi la comunicazione via telefonino di chi si trova nelle vicinanze. Il dispositivo é commercializzato da un'azienda britannica che lo vende online a partire da 219 dollari. Questo video ne illustra la tipica applicazione: L'altro giorno ho ascoltato al telegiornale nazionale un servizio in cui veniva reso noto che un tribunale americano aveva reso illegale questo dispositivo, con la motivazione che un cittadino privato non si puó permettere di impedire la conversazione di altri in suolo pubblico. Maggiori informazioni sono contentute nel New York Times del 2 Novembre; In generale, il servizio, come altri articoli che ho letto, condannava senza mezzi termini questa invenzione, che secondo me invece potrebbe risolvere un numero di problemi che discutiamo da tempo. Non metto in dubbio che é giusto condannarne l'utilizzo di cittadino privato su suolo pubblico, ma questo dispositivo potrebbe essere utilissimo in luoghi in cui esiste il divieto di utilizzare il telefonino, ma la gente non lo rispetta. Tanto per fare un esempio...le scuole, le chiese, gli ospedali e anche gli aerei o le carrozze "silenziose" dei treni. In questi luoghi, il Jammer eviterebbe perquisizioni tipo Far West nelle scuole, dove ormai gli studenti riescono a nascondere dispositivi per la comunicazione persino nella bocca, e incidenti dovuti ad incauti passeggeri negli aerei di linea. Il vero problema é che l'esistenza di una tecnologia, come questa, porta al suo utilizzo, indipendentemente dal suo status di legalitá. In una societá responsabile, non ci sarebbe bisogno di questi strumenti di controllo e disobbedienza...purtroppo, la societá reale é un'altra cosa e bisogna scendere a compromessi, come quello di farsi amico il nemico, ovvero il Jammer, legalizzandolo in contesti dove aiuterebbe a far rispettare leggi altrimenti non rispettate.
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Di Mobspace (del 12/10/2007 @ 10:15:01, in 1.Societá dell'Informazione, linkato 1076 volte)
Di recente, mi sono imbattuto nella nuova strategia dell'informazione finlandese. Il titolo é interessante: "A renewing, human-centric and competitive Finland. The National Knowledge Society Strategy 2007-2015". Allo stesso tempo, ho letto sul web che la Finlandia si appresta a realizzare entro il 2015 la societá ubiqua basata sulla connettivitá (Ubiquitous Network Society). Ció che accumuna le due visioni é la centralitá dell'essere umano, e non della macchina, requisito necessario per non vedere materializzati gli scenari di 1984.

Ma cosa significa in pratica "societá dell'informazione dall'aspetto umano"? Quali sono gli elementi principali che la costituiscono? E quali le azioni necessarie che devono essere realizzate dal settore pubblico e privato per realizzarla?

Per trovare una risposta a queste domande, non si puó prescindere dalle varie definizioni di societá dell'informazione; nel mio libro, sostengo che nella ‘società dell’informazione’, la conoscenza é vista come prodotto. La convergenza multimediale enfatizza ancora di piú questo aspetto, ma si deve tenere presente anche la tendenza a
  1. considerarla post-moderna, ovvero solo dei consumi e del rischio/frammentazione per la contiguità di elementi di spazio – tempo senza centro ideale di contatto (v. per es. la pluralità dei ruoli di ogni individuo) –questo la renderebbe abbastanza in continuità con quella industriale)
  2. a puntare solo sulla crescita economica sfruttando e promovento il progresso tecnologico con conseguente rischio alienazione individuale (peraltro non più tempo libero privato e tempo pubblico del lavoro) e degrado ambientale
  3. a minimizzare i nodi del centro della rete sociale (es. multinazionali) con conseguenti squilibri (es. gap tra ricchi e poveri)

Al contrario, la "societá dell'informazione dall'aspetto umano" non enfatizza tanto l'aspetto economico (conoscenza = prodotto; competizione globale...). Al contrario, punta sullo sviluppo sociale per costruire
una “societá sostenibile”, in cui la crescita economica non é ignorata, ma risulta solo un effetto collaterale di strategie che puntano alla crescita sociale. Le nuove tecnologie, ed in particolare il telefonino, sono una delle

chiavi di volta per conciliare sviluppo economico e sociale. Come? Grazie all'implementazione di servizi che considerino gli utenti non solo come consumatori o "mucche da mungere", ma soprattutto in qualitá di cittadini attivi, creativi e responsabili. Il Web2.0 porta numerosi esempi di innovazioni prodotte dal basso e spesso sfruttate dalle multinazionali per ridurre/ottimizzare costi o dare una patina di innovazione alle proprie strategie (che comunque sono sempre e comunque solo orientate alla crescita economica). Per esempio, il famoso paradigma del "giornalista diffuso" spesso si riduce semplicemente ad uno strumento per ottenere foto di qualitá da pubblicare nel giornale (o nel suo sito), avvicinare ed incuriosire i lettori e presentarsi come un'azienda al passo coi tempi. Dal punto di vista dei costi, premiare un utente sconosciuto che invia una foto con 50 o 100 euro costa molto meno che stipendiare fotografi professionisti (o freelance).

Sono tanti gli esempi che si potrebbero presentare....in realtá, la vera innovazione esiste quando si incoraggiano gli utenti a passare da un modello basato sul consumo di risorse tangibili ad uno basato sul riutilizzo e la condivisione di esse. Per alcuni servizi, si deve invece passare dal consumo di risorse tangibili (limitate) al consumo di risorse intangibili (illimitate), ovvero elettroniche. Per esempio, incoraggiare le video-conferenze nei meeting aziendali e un modo di risparmiare sui loro spostamenti (aerei, ferroviari...) e ottenere risultati simili. La Finlandia é di nuovo all'avanguardia in questo settore:

(2007-09-26)Are you tired of travelling between Helsinki and Stockholm to weekly meetings? There is an alternative: The TelePresence video conference, where participants sit face-to-face around the same table as if they were physically in the same space. The service saves time, money and the environment.
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Di Andrea Lugano (del 11/07/2007 @ 17:26:04, in 6.Controllori o Controllati?, linkato 4558 volte)
teletruffaDriin driin, il telefono di casa che squilla è una sirena di allarme diventata un incubo per tanti italiani. Spesso non sono i nostri cari amici a cercarci a casa, ma le tante offerte pubblicitarie che piovono su di noi negli orari più sconvenienti. Un vero e proprio “spam” telefonico che andrebbe regolato. La parte del leone, tra gli scocciatori, la fanno proprio le compagnie telefoniche che, proliferate grazie al libero mercato, stanno suscitando sempre più lamentele e proteste da parte dei consumatori. Tra esse, sono cresciute negli ultimi tempi quelle riguardanti la stipulazione di contratti telefonici indesiderati tramite le cosidette “firme vocali”. Pur di strappare un contratto ai consumatori, e quindi un cliente alla concorrenza, gli operatori sono ormai pronti a tutto. Il modus operandi della telefonata è il seguente: viene proposto di cambiare operatore, risparmiando così sulla bolletta. Il funzionario, a registratore spento, precisa che per il momento è solo una raccolta dati necessaria all’azienda, e che il servizio sarà attivato solo dopo aver ricevuto a casa il regolare contratto, che potrà così essere letto con calma e poi in caso sottoscritto. A questo punto si invita il malcapitato a registrare la propria voce nominando i propri dati personali e dichiarando l’interesse all’offerta. La cattiva sorpresa si riceve a casa dopo qualche giorno, con una comunicazione in cui si dice che le telefonate sono state deviate al nuovo gestore “come da nostra richiesta”. In questa trappola sono caduti moltissimi italiani, tra cui tanti anziani e pensionati.

Putroppo la legge consente di stipulare contratti telefonici tramite firma vocale. Premesso che il canale telefonico non è assolutamente adatto alla sottiscrizione di contratti: durante la telefonata ci possono essere interferenze di varia natura che possono rendere la chiamata poco chiara (disturbi della linea, elettrodomesitici accesi, attività casalinghe ecc.). Se poi consideriamo che spesso i destinatari di queste chiamate sono persone anziane, pensionati, con magari problemi di udito, come si può tollerare che la legge italiana permetta la stipulazione di contratti vocali telefonici? Il contratto deve essere scritto nero su bianco. La natura della telefonata è “volatile”: verba volant, scripta manent. Proverbio che conoscevano i romani più di 2000 anni fa, e che il tuttavia il legislatore italiano attuale ignora. L’operatore telefonico conosce la potenzialità della registrazione e la sfrutta al meglio: a registratore spento può dire, promettere e offrire quello che vuole, poi registra solo quello che serve a lui, tutelandosi così a livello giuridico. Ma in questo modo si ha solo una registrazione parziale della telefonata, e il consumatore italiano, ancora una volta, si ritrova raggirato e truffato.

contrattoLa legge italiana sembra stare dalla parte del più forte, non del più debole. Anziani a parte, anche io che ho 27 anni ricevo spesso questo tipo di chiamate e ho difficoltà a gestirle o a rifiutare le offerte rimanendo sul registro linguistico gentile-educato. L’operatore del call-center, molto spesso operatrice, è preparata a qualsiasi tipo di risposta, è molto aggressiva e non si arrende ad un “grazie, non mi interessa”. Questo modus operandi è invadente, viola la privacy e la tranquillità domestica, disturbando le attività quotidiane come lo stare a tavola, il riposare, il vedere un film o il lavorare. Il tutto moltiplicato per decine di volte, in quanto telefonare a casa non sono solo i tanti e proliferati operatori telefonici (questa è la liberalizzazione del settore, questo è il libero mercato?). Oltre a loro ci sono gli scocciatori di turno come l’azienda vinicola, quella dei surgelati, le case editrici, le associazioni di beneficenza, le vincite di enciclopedie e tanti altri ancora, tutti a telefonare a casa, tutti a chiedere soldi e tutti ad interrompere la quiete domestica. E’ ora che la leggi cambi e tuteli i diritti dei consumatori.
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Di Mobspace (del 02/07/2007 @ 14:07:38, in 0.Cierre Edizioni, linkato 1473 volte)
Dall'Appennino Camerte del 30.6.2007:
Intervista Autore
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