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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Mobspace (del 19/04/2009 @ 11:02:05, in 3.Personal Medium, linkato 1031 volte)
La ricerca sulle conseguenze sociali della comunicazione mobile è un'area di ricerca scientifica che è emersa solo di recente all'attenzione internazionale. Tra le persone che hanno contribuito alla consacrazione di quest'area vi è la Prof.ssa Leopoldina Fortunati, che già nel 1995 pubblicò una ricerca molto interessante sugli "italiani al telefono".

Recentemente, ho avuto l'onore di essere invitato dalla Prof.ssa Leopoldina Fortunati ad un workshop internazionale che si terrà a all'Università di Udine sui "current research needs in mobile communication". Il workshop, che si terrà il 30 Aprile 2009 a Palazzo Florio in Via Palladio 8, è patrocinato dalla Commissione per gli Scambi Culturali fra l'Italia e gli Stati Uniti (US-Italy Fulbright Commission). L'apertura del workshop sarà affidata al Prof. James Katz della Rutgers University, che è anche uno dei "founding fathers" degli studi sulla comunicazione mobile. Tra gli altri, Katz ha curato il libro Perpetual contact: mobile communication, public talk, private performance (2002), prima pubblicazione scientifica di grande impatto internazionale sugli aspetti sociali della comunicazione mobile. Questo libro, a cui ha contribuito anche la Prof.ssa Fortunati con il capitolo sulla comunicazione mobile in Italia, è una lettura fondamentale per tutti coloro che vogliono condurre ricerca in questo settore.

Nel corso degli anni, le pubblicazioni sulla comunicazione mobile si sono moltiplicate, dimostrando la crescita di un numero sempre crescente di studiosi, provenienti da diverse discipline e che hanno analizzato la comunicazione mobile da diversi punti di vista, usando sempre più spesso un approccio multidisciplinare. Il mio modesto contributo, Comunicazione mobile, pur non essendo una pubblicazione di carattere scientifico, si inserisce in questo filone di studi. La veloce evoluzione delle problematiche collegate all'uso quotidiano del telefonino, sempre più spesso collegato ad applicazioni di mobile Internet e di interazione con l'ambiente circostante tramite sensori, fa nascere una nuova serie di questioni e interrogativi sulle nuove conseguenze che l'adozione massiccia di nuovi servizi potrebbe portare nel giro di pochi anni. È questa una delle motivazioni che probabilmente hanno spinto la Prof.ssa Fortunati ad organizzare questo workshop su come esplorare le nuove frontiere della comunicazione mobile dal punto di vista scientifico.

Il programma, veramente interessante, è il seguente:

9.00 – 9.30 Welcome addresses

Cristiana Compagno, Vice-Chancellor of Udine University

Maria Grazi Quieti, The US-Italy Fulbright Commission


10.00 - 10.30: Keynote speaker: James Katz (Rutgers University and Fulbright Distinguished Chair at the University of Piemonte Orientale - Vercelli) Communication and small group integration among primates: relevance for mobile communication studies"

Session 1: Current theoretical issues on Mobile Communication

Chair: Leopoldina Fortunati

10.00 - 10.30: Joachim Höflich (Erfurt University, Germany) Mobile Communication in Context

10.30 – 11.00: Shin Dong Kim (Sciences Po Paris, France & Hallym University, ) A great migration: mobility and the extension of social space

11.30 – 12.00: Letizia Caronia (University of Bologna, ) Mobile Learning through language, Mobile learning about language: Text messaging as a metalinguistic practice

12.00 – 12.30: Nello Barile (IULM University, Milano, ) Towards the ontobranding perspective: mobile phones and other ubiquitous devices as a new way in which reality can promote itself

12.30 – 13.00: Luciano Seta (CNR – Palermo): Who (or what) is mobile in mobile learning?

Session 2: Main issues in current research on mobile communication

Chair: James Katz

14.30 – 15.00: Satomi Sugiyama (Franklin College of Lugano, Switzerland). Mobiles and interpersonal relationships: Issues of relational development and maintenance at a distance in the context of higher education

15.00 – 15.30: Giuseppe Lugano (University of Jyväskylä, Finland) “Beyond the small social group: scalability issues in mobile communications

15.30 – 16.00: Giuseppina Pellegrino (The University of Calabria, ) Mobility as Communication: Challenges and changes from design of ubiquitous computing systems

16.30 – 17.00: Andraž Petrović (University of Ljubljana, Slovenia Communications and Digital Socialities

17.00 – 17.30: Matteo Tarantino (Catholic University of Milano, Italy) One Renminbi Convergence”: mobile phones and multimedia consumption in Chinese migrant workers

17.30 - 18.00 : Leopoldina Fortunati (University of Udine)De-structuring the mobile phone

Round-table: new developments in research on mobile communication


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Di Mobspace (del 21/11/2008 @ 12:36:18, in 4.Mobile Web2.0, linkato 1463 volte)
Da un po' di tempo sta crescendo l'interesse per il mobile social networking, non solo in ambito commerciale, ma anche in quello accademico.

Dal punto di vista delle novità commerciali, quella più interessante secondo me riguarda Zyb, la start-up danese recentemente acquistata da Vodafone per acquisire un vantaggio competitivo nel settore del mobile social networking. La caratteristica principale di quest'applicazione è che tramite la sincronizzazione dei contatti della propria rubrica (in inglese mobile address-book o phone-book), in pratica sposta il baricentro del mobile social networking dal telefonino alla rete. Alcune aziende di business intelligence come StrategyAnalytics prevedono che uno dei trend per il 2009 è proprio quello del "network address-book".

timIMIn Italia, un'operazione simile la sta portando avanti TIM
con il servizio TIM I'm, integrazione dei contatti della propria rubrica con quelli di MSN Live Messenger.

Mentre le aziende si danno battaglia, in ambito accademico il problema del mobile social networking si sta studiando da un punto di vista più ampio. Da segnalare la presentazione di Chi-Hui Lai, dottoranda della Rutgers University che ho avuto il piacere di conoscere ad una recente conferenza a Budapest. Chi-Hui sta sviluppando un lavoro sul mobile social networking molto promettente sotto la supervisione del Prof. James E.Katz, uno dei 3-5 più grandi nomi nel settore delle conseguenze sociali della comunicazione mobile. Il suo articolo più significativo è "Understanding the design of mobile social networking", pubblicato nel 2007 dal giornale M/C (Media and culture).

In questo settore in crescita, vorrei anche segnalare il mio contributo scientifico più recente, ovvero l'articolo "Mobile Social Networking in theory and practice", pubblicato nel numero di Novembre 2008 dell'autorevole giornale FirstMonday.
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Di Florent Costes (del 13/11/2008 @ 21:03:47, in 3.Personal Medium, linkato 1209 volte)
Dal 14 al 16 novembre si tiene a Parigi la seconda edizione del Festival europeo dei 4 schermi, un evento che si inserisce pienamente nella rivoluzione digitale attuale.

Conoscevamo già il Festival pocket films di Parigi, il cui obiettivo era di esplorare la funzione del cellulare come strumento di creazione e di partecipare alla riflessione sui rapporti tra « l'arte, l'informazione, i media e la cittadinanza ». Questo appuntamento annuale creato nel 2005 dal Forum delle immagini di Parigi, in collaborazione con il Centre Pompidou e l'operatore mobile SFR, non è più l’unico nella rete di diffusione d’immagini concepite tra l’altro da e per i cellulari. Dall’anno scorso, il Festival europeo dei 4 schermi contribuisce anche all’espansione di questa rete. Perché il termine « 4 schermi »? Oggi, l'immagine si divora su quattro schermi sia complementari che in concorrenza: quello del cinema, della televisione, del computer e del cellulare.

Cosa possiamo scoprire in questa seconda edizione del festival ?

Fiction, documentari, servizi provenienti da tutta l’Europa e destinati al cinema, alla televisione, a Internet e ai cellulari. In tutto, una cinquantina di film presentati a tre giurie presiedute dal famoso archittetto Jean Nouvel. Conferenze, workshop e colloqui sono peraltro organizzati, nell’ambito dell’ ”Université de l’image” diretta dallo storico Jean-Noël Jeanneney. Tra le novità di quest’anno, da segnalare la sezione « Le immmagini Phone reporters » che presenta argomenti di attualità filmati da cittadini qualsiasi. Un’iniziativa che ricontestualizza ancora una volta il lavoro dei giornalisti, che devono accordarsi sempre di più con produzioni rese da non-giornalisti di tutto il mondo.

Ma è possibile fare un film con il telefonino ?

Registratore, diffusore, trasmettitore e ricevitore, il telefonino offre funzioni che erano dissociate fino a poco tempo fa. Nel 2001 né questo strumento né la velocità della Rete rendevano possibile la trasmissione di video della qualità attuale. Con la convergenza multimediale si è stabilito nel mercato della telefonia mobile un nuovo rapporto con l’immagine, grazie all’apparizione di telefonini che raggruppano le quattro funzioni sopra elencate. Questo nuovo utilizzo può fare sorridere, dal momento che la tecnologia della ripresa video su questi supporti necessita ancora molti miglioramenti. Infatti, rispetto alle videocamere digitali tradizionali, la qualità dell’immagine è relativamente bassa. Anche dal punto di vista dell’ottica, della sensibilità, della precisione, della risoluzione e del sonoro il risultato è piuttosto mediocre. Tuttavia, nonostante questo contesto poco favorevole, lo sfruttamento del telefonino come attrezzatura cinematografica ha sedotto numerosi professionisti dell’immagine.
Se alcuni creatori rimangono dubbiosi sul suo potenziale, la maggior parte delle persone che provano questo nuovo modo di fare cinema ne rimangono positivamente impressionata. Bisogna lavorare in modo diverso, tenendo conto delle caratteristiche dello strumento. Héléna Villovitch, regista e scrittrice, ha dichiarato durante la prima edizione del Festival pocket films : « Più si utilizza una tecnica che dà un risultato speciale, imperfetto, più bisogna investire nella ricerca di come utilizzarlo per arrivare ad un risultato che sia soddisfacente. [...] Lo strumento ci impone delle barriere. [...] Quello che mi interessa maggiormente in uno strumento come questo sono proprio i limiti che esso ha».
Lavorare con un telefonino sconvolge il lavoro di sceneggiatura tradizionale. Più accessibile di una camera digitale, il cellulare introduce una dinamica più personale di scrittura, tenuto conto della sua funzionalità e della sua semplicità d’utilizzo. Questo contribuisce a ridefinire l’importanza dei contributi filmati da cittadini qualsiasi. In netta opposizione all’immagine realizzata da professionisti, che garantisce qualità, riflessione e controllo, il video amatoriale risulta superiore in credibilità e ha anche l’opportunità di essere visto da un pubblico più vasto di quello dell’informazione tradizionale, perché diffuso in Rete a livello globale. Pertanto, il cittadino qualsiasi, grazie alla via democratica offerta dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, occupa un ruolo più attivo, quello di creatore e autore a tutto tondo. Dal punto di vista dell’informazione, più che entrare in competizione con le produzioni professionali, i contributi realizzati dai cittadini riescono a meglio integrarle.

EN FRANCAIS: De nouvelles images pour de nouveaux regards

Du 14 au 16 novembre a lieu à Paris la deuxième édition du Festival européen des 4 écrans, un événement qui participe pleinement à la révolution numérique actuelle.

On connaissait déjà le Festival pocket films de Paris, dont le but est de questionner la fonction du téléphone mobile en tant qu'outil de création et de participer à la réflexion sur les rapports entre « l'art, l'information, les médias, la citoyenneté ». Ce rendez-vous annuel créé en 2005 par le Forum des images de Paris, en collaboration avec le Centre Pompidou et l'opérateur SFR, n'est plus seul dans le réseau de diffusion d'images conçues entre autres par et pour les téléphones mobiles. Depuis l'année dernière, le Festival européen des 4 écrans contribue également à l'expansion de ce réseau. Pourquoi 4 écrans ? Parce qu'aujourd'hui, l'image se dévore sur l'écran de cinéma, l'écran de télévision, l'écran d'ordinateur et l'écran de téléphone portable. Quatre écrans à la fois complémentaires et en concurrence.

Que peut-on découvrir dans cette 2ème édition du festival ?
Des fictions, des documentaires, des reportages issus de toute l'Europe et destinés au cinéma, à la télévision, à Internet et aux téléphones portables. Une cinquantaine de films présentés à trois jurys présidés par le célèbre architecte Jean Nouvel. Des conférences, ateliers et colloques sont par ailleurs organisées, dans le cadre d'une Université de l'image dirigée par l'historien Jean-Noël Jeanneney. Parmi les nouveautés de cette année, on notera la sélection « Les images Phone reporters » présentant des sujets d'actualité filmés par des amateurs. Une initiative qui interroge une nouvelle fois le travail des journalistes, ces derniers devant de plus en plus composer avec les productions de non-journalistes du monde entier.

Faire un film avec un téléphone ?
Enregistreur, diffuseur, transmetteur et récepteur, le téléphone mobile remplit des fonctions qui demeuraient dissociées il n'y a pas si longtemps. En 2001, ni cet outil ni la technologie réseau ne rendaient possible la transmission de vidéos. Un nouveau rapport à l'image s'est établi, grâce à l'apparition, sur le marché de la téléphonie mobile, de matériels rassemblant les quatre fonctions citées ci-dessus. Ce nouvel usage peut prêter à sourire, tant la technologie de la vidéo sur ces supports nécessite encore bien des avancées. En effet, au regard des caméras numériques traditionnelles, la qualité d'image est relativement décevante. Du point de vue de l'optique, de la sensibilité, de la précision, ou du piqué, le résultat est aussi médiocre que du point de vue du son. Toutefois, malgré ce contexte peu favorable, l'exploitation du téléphone en tant qu'équipement cinématographique a séduit de nombreux professionnels de l'image.
Si certains créateurs demeurent dubitatifs quant à son potentiel, la plupart qui s'essaie à cette nouvelle pratique en tire un bilan plutôt positif. Encore faut-il apprécier travailler dans la contrainte. Ainsi, Héléna Villovitch, réalisatrice et écrivain, déclarait lors de la première édition du Festival pocket films : « Plus on utilise une technique qui donne un résultat spécial, imparfait, plus il faut chercher comment l'utiliser pour arriver à un résultat qui nous convienne à la fin. [...] Le matériel à utiliser nous fixe des contraintes. [...] Ce qui m'intéresse dans un outil tel que celui-ci, c'est plutôt les défauts de l'outil lui-même».
Travailler avec un téléphone bouleverse le travail d'écriture traditionnel. Plus accessible qu'une caméra numérique, le mobile introduit une dynamique plus personnelle d'écriture, compte tenu de sa fonctionnalité et sa simplicité d'utilisation. Aussi cela contribue-t-il à redéfinir la place de l'image amateur. Longtemps opposée à l'image professionnelle, garante de qualité, de réflexion et de maîtrise, elle gagne aujourd'hui en visibilité et en crédibilité, l'amateur étant davantage considéré comme un créateur, un auteur à part entière, grâce à la démocratisation des nouvelles technologies de l'information et de la communication. Si elles n'entrent pas en concurrence avec les réalisations de professionnels, les pratiques amateurs viennent au contraire les compléter.
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Di Mobspace (del 22/10/2008 @ 12:37:07, in 1.Societá dell'Informazione, linkato 1191 volte)
I quattro anni di lavoro di ricerca su comunicazione e tecnologie digitali che ho condotto a TeliaSonera, operatore telefonico leader nei Paesi nordici, mi hanno arricchito non solo professionalmente, ma anche umanamente. Sicuramente, le interazioni quotidiane con i colleghi sul posto di lavoro sono una delle componenti fondamentali di questo processo di arricchimento. Non sono d'accordo con chi sostiene che le pause caffé o la chiacchierata di 5 minuti dopo pranzo siano tempo perso. Esse non solo contribuiscono a creare un ambiente di lavoro piacevole, ma forniscono, spesso casualmente, spunti che possono gettare le basi per idee innovative, nuove collaborazioni e soluzione di problemi di varia natura che risolti tradizionalmente (in modo individuale invece che collaborativo) richiederebbero un grande spreco di energie e tempo. Sembra un paradosso, ma non lavorare potrebbe favorire anzichè danneggiare la produttività di un'azienda. Il motivo? Il segreto risiede nel valore che hanno le informazioni che circolano durante le interazioni informali sul posto di lavoro. Tra i contatti di lavoro che praticano il "social networking" basato sulla comunicazione faccia a faccia, avviene un continuo "knowledge sharing" che permette alle persone più attive di sapere sempre chi ha la conoscenza necessaria per risolvere un certo problema.

Nel mio caso specifico, il mio network di interazioni professionali faccia a faccia non è così vasto come quello che gestisco su Internet in social network come Facebook o Linkedin, ma sicuramente è di una qualità molto superiore perchè possiede elementi che non si possono facilmente sviluppare online. Tra queste, la comprensione reciproca e la fiducia che hanno bisogno di tempo e di un continuo scambio di aggiornamenti, anche di pochi minuti, per svilupparsi. In questo senso, anche semplici gesti come sguardi o sorrisi aiutano enormemente, soprattutto quando si è in difficoltà o ci si sente soli a lottare con il mondo.

In molti casi questi elementi, basati su interazioni informali, nonostante siano alla base del benessere individuale, vengono messi in secondo piano da aziende mosse solo dalla logica della produttività e della crescita economica a tutti i costi. Nonostante la grave crisi finanziaria mondiale suggerisca che nuovi modelli di produzione, di lavoro e di stare insieme vadano vanno ricercati, i manager e l'organizzazione aziendale continuano a far finta di niente mantenendo o addirittura rafforzando alcune aspetti del modello capitalistico. Uno di questi riguarda la configurazione delle stanze di lavoro degli impiegati.



Per anni, ho lavorato in stanza con una collega da cui ho imparato tanto e che ho spesso aiutato con la mie competenze. In altri casi, ci siamo confrontati apertamente cercando insieme risposte mettendo in gioco le nostre conoscenze e convinzioni. Alla base di questo scambio continuo, vi era uno spazio fisico "aperto" di dialogo, favorito dalla mentalità aperta e disposta al dialogo delle persone coivolte. Venerdì scorso è stato l'ultimo giorno di lavoro di questa mia collega, Leena, che da anni era attiva in un settore che ormai non rientra più nelle "core competences" dell'azienda, ovvero la studio dell'evoluzione della Società dell'Informazione finlandese dal punto di vista del cittadino. Il suo licenziamento è solo uno dei tanti che ha operato l'azienda nell'ultimo anno, e il prossimo round di "riorganizzazione" è molto vicino. Bene, un week-end è bastato a qualcuno per innalzare un vero e proprio "muro" tra il mio spazio (nella foto, a sinistra) e quello che fu di Leena (a destra), ora destinato ad un nuovo impiegato. Cosa mi aspetto dalla relazione con il mio nuovo compagno d'ufficio, che sarà un uomo finlandese ? Se devo dire la verità, sono piuttosto pessimista. In primo luogo, perchè le donne in Finlandia sono molto più comunicative degli uomini, specialmente di quelli che lavorano nelle ICT. E inoltre perchè il muro che è stato innalzato in ufficio impedirà anche le piccole interazioni che erano possibili in precedenza. Ogni impiegato avrà la possibilità solo di confrontarsi con lo schermo del computer che gli è davanti; un'attitudine questa che contribuirà a lasciare invariati i miei e i suoi modi di pensare e di lavorare.

E già immagino uno scenario paradossale, ovvero quello del mio futuro collega di lavoro che, grazie alle avanzate tecnologie di comunicazione disponibili, avrà la possibilità di "trovarmi" e "comunicare" con me semplicemente perchè sarà il computer a suggerirgli il mio nome come persona più appropriata a risolvere un certo problema. Ahh il progresso....quelle informazioni preziose che prima si ottenevano durante la pausa caffè o nelle chiacchierate all'uscita dal lavoro ora si potranno cercare con una semplice "query" nel "social network" aziendale. Ma vuoi mettere??
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Di Mobspace (del 18/09/2008 @ 18:22:53, in 0.Cierre Edizioni, linkato 1048 volte)

Video-intervista realizzata durante la prima giornata di lavori di RING 2008, dedicata al "Futuro delle reti nel futuro della comunicazione".

Altre video-interviste dell'evento sono disponibili su YouTube (autori: Stefano Petrucci, Assodigitale), mentre alcune foto sono su Flickr (autore: Michele Ficara Manganelli). Infine, l'evento in diretta è visibile nei giorni 17, 18 e 19 Settembre su SalentoWeb.tv

Ho scritto anche alcuni articoli sul blog della manifestazione NextMediterranean.org, due già pubblicati in precedenza (la "video-lezione sulla comunicazione mobile" e "i giovani finlandesi e la congergenza multimediale") e uno inedito, "Mare Balticum Mare Nostrum".

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