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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Mobspace (del 21/11/2008 @ 12:36:18, in 4.Mobile Web2.0, linkato 1416 volte)
Da un po' di tempo sta crescendo l'interesse per il mobile social networking, non solo in ambito commerciale, ma anche in quello accademico.

Dal punto di vista delle novità commerciali, quella più interessante secondo me riguarda Zyb, la start-up danese recentemente acquistata da Vodafone per acquisire un vantaggio competitivo nel settore del mobile social networking. La caratteristica principale di quest'applicazione è che tramite la sincronizzazione dei contatti della propria rubrica (in inglese mobile address-book o phone-book), in pratica sposta il baricentro del mobile social networking dal telefonino alla rete. Alcune aziende di business intelligence come StrategyAnalytics prevedono che uno dei trend per il 2009 è proprio quello del "network address-book".

timIMIn Italia, un'operazione simile la sta portando avanti TIM
con il servizio TIM I'm, integrazione dei contatti della propria rubrica con quelli di MSN Live Messenger.

Mentre le aziende si danno battaglia, in ambito accademico il problema del mobile social networking si sta studiando da un punto di vista più ampio. Da segnalare la presentazione di Chi-Hui Lai, dottoranda della Rutgers University che ho avuto il piacere di conoscere ad una recente conferenza a Budapest. Chi-Hui sta sviluppando un lavoro sul mobile social networking molto promettente sotto la supervisione del Prof. James E.Katz, uno dei 3-5 più grandi nomi nel settore delle conseguenze sociali della comunicazione mobile. Il suo articolo più significativo è "Understanding the design of mobile social networking", pubblicato nel 2007 dal giornale M/C (Media and culture).

In questo settore in crescita, vorrei anche segnalare il mio contributo scientifico più recente, ovvero l'articolo "Mobile Social Networking in theory and practice", pubblicato nel numero di Novembre 2008 dell'autorevole giornale FirstMonday.
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Di Florent Costes (del 13/11/2008 @ 21:03:47, in 3.Personal Medium, linkato 1161 volte)
Dal 14 al 16 novembre si tiene a Parigi la seconda edizione del Festival europeo dei 4 schermi, un evento che si inserisce pienamente nella rivoluzione digitale attuale.

Conoscevamo già il Festival pocket films di Parigi, il cui obiettivo era di esplorare la funzione del cellulare come strumento di creazione e di partecipare alla riflessione sui rapporti tra « l'arte, l'informazione, i media e la cittadinanza ». Questo appuntamento annuale creato nel 2005 dal Forum delle immagini di Parigi, in collaborazione con il Centre Pompidou e l'operatore mobile SFR, non è più l’unico nella rete di diffusione d’immagini concepite tra l’altro da e per i cellulari. Dall’anno scorso, il Festival europeo dei 4 schermi contribuisce anche all’espansione di questa rete. Perché il termine « 4 schermi »? Oggi, l'immagine si divora su quattro schermi sia complementari che in concorrenza: quello del cinema, della televisione, del computer e del cellulare.

Cosa possiamo scoprire in questa seconda edizione del festival ?

Fiction, documentari, servizi provenienti da tutta l’Europa e destinati al cinema, alla televisione, a Internet e ai cellulari. In tutto, una cinquantina di film presentati a tre giurie presiedute dal famoso archittetto Jean Nouvel. Conferenze, workshop e colloqui sono peraltro organizzati, nell’ambito dell’ ”Université de l’image” diretta dallo storico Jean-Noël Jeanneney. Tra le novità di quest’anno, da segnalare la sezione « Le immmagini Phone reporters » che presenta argomenti di attualità filmati da cittadini qualsiasi. Un’iniziativa che ricontestualizza ancora una volta il lavoro dei giornalisti, che devono accordarsi sempre di più con produzioni rese da non-giornalisti di tutto il mondo.

Ma è possibile fare un film con il telefonino ?

Registratore, diffusore, trasmettitore e ricevitore, il telefonino offre funzioni che erano dissociate fino a poco tempo fa. Nel 2001 né questo strumento né la velocità della Rete rendevano possibile la trasmissione di video della qualità attuale. Con la convergenza multimediale si è stabilito nel mercato della telefonia mobile un nuovo rapporto con l’immagine, grazie all’apparizione di telefonini che raggruppano le quattro funzioni sopra elencate. Questo nuovo utilizzo può fare sorridere, dal momento che la tecnologia della ripresa video su questi supporti necessita ancora molti miglioramenti. Infatti, rispetto alle videocamere digitali tradizionali, la qualità dell’immagine è relativamente bassa. Anche dal punto di vista dell’ottica, della sensibilità, della precisione, della risoluzione e del sonoro il risultato è piuttosto mediocre. Tuttavia, nonostante questo contesto poco favorevole, lo sfruttamento del telefonino come attrezzatura cinematografica ha sedotto numerosi professionisti dell’immagine.
Se alcuni creatori rimangono dubbiosi sul suo potenziale, la maggior parte delle persone che provano questo nuovo modo di fare cinema ne rimangono positivamente impressionata. Bisogna lavorare in modo diverso, tenendo conto delle caratteristiche dello strumento. Héléna Villovitch, regista e scrittrice, ha dichiarato durante la prima edizione del Festival pocket films : « Più si utilizza una tecnica che dà un risultato speciale, imperfetto, più bisogna investire nella ricerca di come utilizzarlo per arrivare ad un risultato che sia soddisfacente. [...] Lo strumento ci impone delle barriere. [...] Quello che mi interessa maggiormente in uno strumento come questo sono proprio i limiti che esso ha».
Lavorare con un telefonino sconvolge il lavoro di sceneggiatura tradizionale. Più accessibile di una camera digitale, il cellulare introduce una dinamica più personale di scrittura, tenuto conto della sua funzionalità e della sua semplicità d’utilizzo. Questo contribuisce a ridefinire l’importanza dei contributi filmati da cittadini qualsiasi. In netta opposizione all’immagine realizzata da professionisti, che garantisce qualità, riflessione e controllo, il video amatoriale risulta superiore in credibilità e ha anche l’opportunità di essere visto da un pubblico più vasto di quello dell’informazione tradizionale, perché diffuso in Rete a livello globale. Pertanto, il cittadino qualsiasi, grazie alla via democratica offerta dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, occupa un ruolo più attivo, quello di creatore e autore a tutto tondo. Dal punto di vista dell’informazione, più che entrare in competizione con le produzioni professionali, i contributi realizzati dai cittadini riescono a meglio integrarle.

EN FRANCAIS: De nouvelles images pour de nouveaux regards

Du 14 au 16 novembre a lieu à Paris la deuxième édition du Festival européen des 4 écrans, un événement qui participe pleinement à la révolution numérique actuelle.

On connaissait déjà le Festival pocket films de Paris, dont le but est de questionner la fonction du téléphone mobile en tant qu'outil de création et de participer à la réflexion sur les rapports entre « l'art, l'information, les médias, la citoyenneté ». Ce rendez-vous annuel créé en 2005 par le Forum des images de Paris, en collaboration avec le Centre Pompidou et l'opérateur SFR, n'est plus seul dans le réseau de diffusion d'images conçues entre autres par et pour les téléphones mobiles. Depuis l'année dernière, le Festival européen des 4 écrans contribue également à l'expansion de ce réseau. Pourquoi 4 écrans ? Parce qu'aujourd'hui, l'image se dévore sur l'écran de cinéma, l'écran de télévision, l'écran d'ordinateur et l'écran de téléphone portable. Quatre écrans à la fois complémentaires et en concurrence.

Que peut-on découvrir dans cette 2ème édition du festival ?
Des fictions, des documentaires, des reportages issus de toute l'Europe et destinés au cinéma, à la télévision, à Internet et aux téléphones portables. Une cinquantaine de films présentés à trois jurys présidés par le célèbre architecte Jean Nouvel. Des conférences, ateliers et colloques sont par ailleurs organisées, dans le cadre d'une Université de l'image dirigée par l'historien Jean-Noël Jeanneney. Parmi les nouveautés de cette année, on notera la sélection « Les images Phone reporters » présentant des sujets d'actualité filmés par des amateurs. Une initiative qui interroge une nouvelle fois le travail des journalistes, ces derniers devant de plus en plus composer avec les productions de non-journalistes du monde entier.

Faire un film avec un téléphone ?
Enregistreur, diffuseur, transmetteur et récepteur, le téléphone mobile remplit des fonctions qui demeuraient dissociées il n'y a pas si longtemps. En 2001, ni cet outil ni la technologie réseau ne rendaient possible la transmission de vidéos. Un nouveau rapport à l'image s'est établi, grâce à l'apparition, sur le marché de la téléphonie mobile, de matériels rassemblant les quatre fonctions citées ci-dessus. Ce nouvel usage peut prêter à sourire, tant la technologie de la vidéo sur ces supports nécessite encore bien des avancées. En effet, au regard des caméras numériques traditionnelles, la qualité d'image est relativement décevante. Du point de vue de l'optique, de la sensibilité, de la précision, ou du piqué, le résultat est aussi médiocre que du point de vue du son. Toutefois, malgré ce contexte peu favorable, l'exploitation du téléphone en tant qu'équipement cinématographique a séduit de nombreux professionnels de l'image.
Si certains créateurs demeurent dubitatifs quant à son potentiel, la plupart qui s'essaie à cette nouvelle pratique en tire un bilan plutôt positif. Encore faut-il apprécier travailler dans la contrainte. Ainsi, Héléna Villovitch, réalisatrice et écrivain, déclarait lors de la première édition du Festival pocket films : « Plus on utilise une technique qui donne un résultat spécial, imparfait, plus il faut chercher comment l'utiliser pour arriver à un résultat qui nous convienne à la fin. [...] Le matériel à utiliser nous fixe des contraintes. [...] Ce qui m'intéresse dans un outil tel que celui-ci, c'est plutôt les défauts de l'outil lui-même».
Travailler avec un téléphone bouleverse le travail d'écriture traditionnel. Plus accessible qu'une caméra numérique, le mobile introduit une dynamique plus personnelle d'écriture, compte tenu de sa fonctionnalité et sa simplicité d'utilisation. Aussi cela contribue-t-il à redéfinir la place de l'image amateur. Longtemps opposée à l'image professionnelle, garante de qualité, de réflexion et de maîtrise, elle gagne aujourd'hui en visibilité et en crédibilité, l'amateur étant davantage considéré comme un créateur, un auteur à part entière, grâce à la démocratisation des nouvelles technologies de l'information et de la communication. Si elles n'entrent pas en concurrence avec les réalisations de professionnels, les pratiques amateurs viennent au contraire les compléter.
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