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Di Mobspace (del 24/07/2008 @ 13:43:39, in 3.Personal Medium, linkato 1148 volte)

iPhone: cosa c’è, cosa non c’è

iphone.jpg

L’iPhone 3G, il tanto agognato oggetti dei desideri, è finalmente arrivato anche in Italia (e contemporaneamente in altri 69 paesi, tra cui la Finlandia). Le vendite, iniziate l’11 luglio, sono andate finora a gonfie vele, con Tim e Vodafone, distributori esclusivi per l’Italia, pienamente soddisfatti. In Italia potrebbe avere più successo che negli altri Paesi, visto che gli status symbol sono stati sempre molto apprezzati (anche in tempi di crisi economica). Naturalmente, non sono mancate le polemiche: quella più interessante è stata sollevata dal Movimento Difesa del Cittadino (Mdc), che ha spedito un esposto all’Autorità per le garanzie delle comunicazioni. In particolare, è stato criticato il modo in cui Vodafone e Tim hanno pubblicizzato l’iPhone, “i cui prezzi al pubblico appaiono essere in alcuni casi di gran lunga inferiori a quelli ipotizzati per il mercato italiano”. Per dovere di cronaca, il prezzo del modello di iPhone 3G con 8 Gigabye (GB) di memoria dovrebbe costare 499 euro, mentre per quello con 16 GB ben 569 euro. Al costo iniziale si aggiungono poi i costi dei servizi; per quanto riguarda quelli di mobile Internet, sui cui la Apple punta decisamente molto, il modello di business seguito è quello della “subscription” (abbonamento flat) che ipotizzavo nel capitolo di “Comunicazione Mobile” dedicato all’evoluzione del mobile market. In questo ambito, le offerte di Vodafone e Tim sono molto simili. Tanto per dare un’idea, con 10-12 euro al mese si ha diritto a 600 Megabyte (MB) di traffico. Quali applicazioni si possono usare e per quanto tempo? Questo è naturalmente un conto che spetta all’utente: le applicazioni multimediali sono quelle che “consumano” di più, in termini di banda, mentre quelle interattive come l’email hanno un peso inferiore. Ipotizzando che un video di 3 minuti YouTube occupi circa 20 MB, con 600 MB si possono scaricare 30 video al mese, in pratica uno al giorno.

Non mi dilungo troppo sulle varie tariffe dei due operatori, che si possono leggere sui siti ufficiali (nel linguaggio tipico del marketing) o attraverso l’analisi fatta dai giornalisti dei principali quotidiani. Secondo molti utenti, comunque, le tariffe sarebbero vantaggiose solo per gli operatori, che avrebbero trovato nell’iPhone una nuova miniera d’oro. Un sito ha iniziato addirittura una raccolta firme per denunciare i piani di abbonamento italiani come più cari di quelli disponibili all’estero (ma non è una novità: anche le tariffe dei nostri SMS sono le più alte!). La protesta si era concentrata soprattutto sull'assenza, nei listini italiani iPhone, di un piano con Internet senza limiti. Sembra che le proteste abbiano dato qualche frutto, visto che gli operatori hanno incluso nuovi profili tariffari. L’associazione Altroconsumo denuncia il comportamento dei negozianti, che limiterebbero la libertà di scelta del cliente, fornendo addirittura informazioni fuorvianti. Alcuni blogger suggeriscono trucchi su come tutelare i propri interessi, per esempio comprando l’iPhone e poi sbloccandolo dalla protezione che lo lega all’operatore / fornitore ufficiale. In questo modo, si potrebbero utilizzare le SIM card di altri operatori, come Wind o H3G, che offrono tariffe molto più convenienti per i servizi di mobile Internet.

Dopo aver parlato del loro costo, è importante anche precisare quali siano i servizi di iPhone 3G. La prima osservazione non riguarda tanto ciò che c’è (GPS integrato, fotocamera, sensori, integrazione con YouTube, funzionalità iPod…), quanto e soprattutto le caratteristiche che lo differenziano dagli altri modelli di telefonini. Prima di tutto, la scomparsa della tastiera a favore di uno schermo molto più grande. La tastiera da fisica diventa “virtuale”, ovvero è realizzata a livello software e presentata direttamente nell’interfaccia, che diventa “touch” (ovvero sensibile al tatto). La seconda grande novità è la scomparsa dei due servizi che erano stati lanciati per celebrare la generazione 2.G e 3G della telefonia mobile, ovvero MMS e video-chiamata. L’iPhone 3G supporta ancora la chiamata tradizionale e l’SMS (i servizi che hanno lanciato la comunicazione mobile) e aggiunge ad essi i servizi di mobile Internet. In realtà, la funzionalità dello MMS della video-chiamata sono riproducibili via Internet, rendendo inutile la loro realizzazione basata su rete mobile. Questa scelta commerciale decreta in modo eclatante il fallimento di MMS e video-chiamata, servizi che avevo criticato anche in Comunicazione Mobile. Probabilmente anche i maggiori concorrenti di Apple seguiranno questa strada, puntando su applicazioni più utili e avanzate.

Un’ultima questione richiede ancora una risposta: cosa manca ancora all’iPhone 3G? Pur essendo rivoluzionario, questo smartphone interpreta ancora la telefonia mobile come servizi a supporto della comunicazione interpersonale. Al contrario, non sono presenti nel menu principale applicazioni che permettano la formazione e gestione di mobile communities. E’ vero che le stesse possono essere accedute online tramite i servizi del Web2.0, ma allo stesso tempo non si sfruttano pienamente le grandi possibilità di realizzare una piattaforma di mobile social networking che estenda le funzionalità del telefonino / smartphone ben oltre la comunicazione interpersonale o in un piccolo gruppo. Esistono in questo senso tanti esempi di Mobile Social Software (MoSoSo) che però ancora non interpretano il loro ruolo al meglio. In particolare, nella maggior parte dei casi queste applicazioni sono messe al servizio di utenti visti, ancora una volta, principalmente come consumatori e non come cittadini attivi della Società della Conoscenza. Tecnicamente e commercialmente è facile realizzare l’integrazione YouTube / iPhone, ma ben più difficile è rendere iPhone uno strumento di cittadinanza attiva al servizio della sostenibilità. Perchè non permettere agli utenti, nel loro ruolo di individui, gruppi familiari e membri di associazioni / istituzioni locali, di condividere risorse e/o conoscenza, dando la possibilità di coordinarsi in modo autonomo con lo scopo di ridurre le spese, risolvere in modo collettivo problemi complessi, realizzare una società di rete più dinamica e meno basata su caste/gerarchie secolari e soprattutto, mobilitarsi per salvaguardare l’ambiente?
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